{"id":1594,"date":"2016-10-19T13:22:19","date_gmt":"2016-10-19T11:22:19","guid":{"rendered":"http:\/\/firearms-united.com\/?page_id=1594"},"modified":"2017-11-02T08:52:43","modified_gmt":"2017-11-02T07:52:43","slug":"firearms-directive-conference","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.firearms-united.com\/it\/firearms-directive-conference\/","title":{"rendered":"CONFERENZA SULLA DIRETTIVA \u201cARMI\u201d DELL&#8217;UNIONE EUROPEA"},"content":{"rendered":"<h1>Bruxelles, 16 novembre 2016<br \/>\n14:00 \u2013 16:30<br \/>\nConferenza al Parlamento Europeo<\/h1>\n<h3>Con questa conferenza ci proponiamo di valutare l&#8217;impatto delle proposte di modifica alla direttiva europea sul traffico illecito, sui possessori legali e sul mercato civile, e di discutere la \u201cpericolosit\u00e0\u201d di alcuni tipi di armi e le fonti del mercato illecito.<\/h3>\n<p>Meno di una settimana dopo i tremendi attacchi terroristici del novembre 2015 a Parigi, che hanno visto l&#8217;uso di armi illegali, la Commissione Europea ha lanciato la sua bozza di modifica della direttiva comunitaria sulle armi da fuoco. La sua proposta comprende una totale messa al bando, con annessa confisca, di diverse categorie d&#8217;armi oggi utilizzate legalmente da cittadini onesti. Con la scusa dell&#8217;urgenza, la Commissione Europea ha avanzato queste proposte senza pubblicare l&#8217;obbligatoria valutazione d&#8217;impatto economico\/sociale. Concepita con le peggiori intenzioni, tuttavia, la proposta della Commissione Europea \u00e8 stata immediatamente fatta oggetto di forti critiche e si trascina nel suo iter da ormai un anno \u2013 e le relative discussioni al trilogo potrebbero proseguire ancora per molti mesi.<\/p>\n<p><strong>\u00c8 ora di discutere l&#8217;impatto della proposta!<\/strong><\/p>\n<p>La nostra conferenza dar\u00e0 ai partecipanti l&#8217;opportunit\u00e0 di esaminare i nostri dati e le nostre ricerche, e decidere se l&#8217;impatto limitato sul traffico illecito della proposta della Commissione Europea giustifichi la penalizzazione di oltre 100 milioni di cittadini europei e l&#8217;impatto negativo sul mercato civile, che mantiene oltre 580.000 posti di lavoro \u2013 soprattutto tra le piccole e medie imprese, le cui attivit\u00e0 dipendono dai cacciatori, i tiratori e i collezionisti di tutt&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Le presentazioni e le discussioni copriranno verteranno anche sulla minaccia che incombe su armi storiche dal valore inestimabile al momento detenute da musei e collezionisti privati; sulla cosiddetta \u201cpericolosit\u00e0\u201d di alcuni tipi di armi; sulle fonti di approvvigionamento del mercato nero; e sui modi pi\u00f9 adeguati di combattere il traffico illecito e prevenire le morti causate dalle armi da fuoco.<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Scaletta della conferenza<\/h2>\n<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft \" src=\"https:\/\/conference.firearms-united.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Bild1.jpg\" alt=\"\" width=\"92\" height=\"92\" \/>Messaggio di benvenuto dell&#8217;Europarlamentare BERND K\u00d6LMEL<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Vicepresidente federale del partito ALFA, ex ufficiale di Polizia, avvocato abilitato presso le Corti distrettuali e la Corte Costituzionale Federale tedesca<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft \" src=\"https:\/\/conference.firearms-united.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Bild2.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" \/>Introduzione dell&#8217;Europarlamentare MEP DITA CHARANZOVA<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Relatrice di parte per l&#8217;ALDE al comitato IMCO e al trilogo<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft \" src=\"https:\/\/conference.firearms-united.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Bild3.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Europarlamentare JUSSI HALLA-AHO<\/strong><\/p>\n<p>Membro delle commissioni LIBE ed IMCO impegnate nella discussione della direttiva.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" alignleft\" src=\"https:\/\/conference.firearms-united.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/stephen_avatar.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" \/><\/p>\n<p><strong>STEPHEN A. PETRONI<\/strong><\/p>\n<p>Presidente di FESAC (Fondazione delle societ\u00e0 europee dei collezionisti d&#8217;armi) e AMACS (Associazione dei collezionisti d&#8217;armi e tiratori sportivi di Malta),\u00a0Membro del direttorio dell&#8217;ESSF (Forum europeo del tiro sportivo)<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft \" src=\"https:\/\/conference.firearms-united.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/Katja-Triebel.png\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" \/>KATJA TRIEBEL<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p>Membro del consiglio direttivo, responsabile delle pubbliche relazioni e della ricerca per FIREARMS UNITED\u00a0e\u00a0GERMAN RIFLE ASSOCIATION ,\u00a0Dirigente della Triebel GmbH<\/p>\n<p><strong><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft \" src=\"https:\/\/conference.firearms-united.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/tomasz.jpg\" alt=\"\" width=\"100\" height=\"100\" \/><br \/>\nTOMASZ STEPIEN<\/strong><\/p>\n<p>Presidente di FIREARMS UNITED<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>to be continued\u2026<\/p>\n<hr \/>\n<h2>Informazioni e accredito<\/h2>\n<p><strong>DATA: 16 novembre 2016<\/strong><br \/>\n<strong>ORARIO: 14:00 \u2013 16:30<\/strong><br \/>\n<strong>INGRESSO: free<\/strong><br \/>\n<strong>CATERING: con inizio alle 13:30<\/strong><br \/>\n<strong>LUOGO: Parlamento Europeo, edificio Paul-Henri Spaak, Rue Wiertz 60, 1047 Bruxelles \u2013 Sala PHS 1A002<\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">\u00c8 obbligatorio registrarsi in anticipo entro il 9 novembre 2016\u00a0<\/span><\/strong>sul nostro <strong><a href=\"https:\/\/conference.firearms-united.com\/#accreditation\">sito Internet<\/a><\/strong> o all&#8217;indirizzo E-Mail <strong><a href=\"mailto:conference@firearms-united.com\">conference@firearms-united.com<\/a>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Specificare nome, cognome, data di nascita, nazionalit\u00e0, tipo e numero del documento d&#8217;identit\u00e0 che ciascun partecipante avr\u00e0 con se&#8217;.<\/p>\n<p>A causa dell&#8217;elevato livello di sicurezza a Bruxelles, ai partecipanti si richiede di presentarsi con 45 minuti in anticipo \u2013 alle 12:45 \u2013 presso l&#8217;ingresso principale, Palazzo Altiero Spinelli \u2013 1047 Ixelles, Bruxelles (l&#8217;ala opposta dell&#8217;edificio Paul-Henri Spaak).<\/p>\n<p>I partecipanti dovranno mostrare il documento d&#8217;identit\u00e0 con cui si sono registrati.<\/p>\n<h3>PUNTO D&#8217;INCONTRO PER L&#8217;ACCREDITO:<\/h3>\n<p><iframe loading=\"lazy\" style=\"border: 0;\" src=\"https:\/\/www.google.com\/maps\/embed?pb=!1m18!1m12!1m3!1d1455.4918832938895!2d4.373398450907094!3d50.83926048264879!2m3!1f0!2f0!3f0!3m2!1i1024!2i768!4f13.1!3m3!1m2!1s0x47c3c49bae3c083d%3A0xec08ace4bba37fea!2sLuxemburg!5e0!3m2!1spl!2spl!4v1476875870910\" width=\"600\" height=\"450\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n<hr \/>\n<h2><strong>Problemi<\/strong><\/h2>\n<h4>Ragionando sui problemi che la Commissione Europea sostiene che sussistano, e giudicando i quattro studi dell&#8217;UE al riguardo, FIREARMS UNITED ha sviluppato le sue conclusioni, che saranno discusse nel corso della conferenza.<\/h4>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-full wp-image-1603\" src=\"http:\/\/firearms-united.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/foto.jpg\" alt=\"problems\" width=\"960\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/www.firearms-united.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/foto.jpg 960w, https:\/\/www.firearms-united.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/foto-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.firearms-united.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/foto-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.firearms-united.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/foto-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.firearms-united.com\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/foto-624x416.jpg 624w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/p>\n<h3>SCAPPATOIE LEGALI<\/h3>\n<p>Le &#8220;scappatoie legali&#8221; sono individuabili nella mancanza di alcuni requisiti tecnici per oggetti che non rientrano nello scopo della direttiva \u2013 armi disattivate o a salve \u2013 e nella mancanza di una definizione univoca e armonizzata del concetto di &#8220;parti essenziali d&#8217;arma&#8221; quando vendute separatamente dalle armi stesse.<\/p>\n<p>La direttiva europea non copre quelle &#8220;armi che non ricadono nello scopo della direttiva&#8221; solo qualora esse non possano facilmente essere convertite all&#8217;impiego di munizionamento reale. Le definizioni nazionali e le specifiche tecniche adottate fanno si che il sistema funzioni bene in Paesi come il Regno Unito, l&#8217;Italia, la Germania, la Finlandia e altri ancora \u2013 mentre alcuni Stati membri come la Slovacchia ancora sono indietro.<\/p>\n<p>Le basi per un&#8217;armonizzazione delle norme \u00e8 stata gettata dagli studi europei del 2014, e sarebbe potuta essere approvata agli inizi del 2015; ma solo nel novembre dello stesso anno la Commissione ha approvato una versione molto rudimentale e molto mal fatta di un regolamento tecnico comune per la disattivazione delle armi da fuoco \u2013 a riprova del fatto che le intenzioni della Commissione Europea non sono mai state quelle di impedire atti di criminalit\u00e0 e terrorismo ma solo quelle di proibire, proibire, proibire.<\/p>\n<p>Non ci sono &#8220;scappatoie legali&#8221; a cui si possano appigliare i collezionisti o comunque i cittadini rispettosi della legge che comprano e possiedono legalmente armi di tutte le categorie, dalla A alla D. Tutti gli esempi negativi presentati dalla Commissione per giustificare le sue restrizioni riguardano &#8220;accumulatori&#8221; che acquistano sul mercato grigio o sul mercato nero grandi quantit\u00e0 di armi illegali o di &#8220;armi&#8221; che non sono comprese nella direttiva.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Le nostre conclusioni:<\/strong> Per oltre un decennio, la Commissione Europea ha evitato di armonizzare le definizioni di &#8220;armi facilmente convertibili&#8221; e di &#8220;parti essenziali d&#8217;arma&#8221; \u2013 un compito di cui essa stessa si era incaricata con la revisione della direttiva sulle armi del 2008. Tali definizioni possono essere emanate senza mettere di nuovo mano alla direttiva; e tutte dovrebbero esserlo il prima possibile. Il regolamento di disattivazione comune emanato nel novembre 2015 \u00e8 raffazzonato e dovrebbe essere superato quanto prima.<\/p><\/blockquote>\n<h3>IMPATTO<\/h3>\n<p>Mettere al bando diverse centinaia di milioni di oggetti che oggi non ricadono entro lo scopo della direttiva (repliche e imitazioni di armi militari, armi disattivate e quant&#8217;altro), oltre a decine e decine di milioni di armi da fuoco legittimamente detenute renderebbe di fatto oltre cento milioni di cittadini europei passibili di confisca delle loro propriet\u00e0 private e di conseguenze penali nel giro di una notte.<\/p>\n<p>Disattivare le armi da fuoco in possesso dei collezionisti privati o sotto il controllo dei musei in base agli standard drastici imposti a novembre 2015 significherebbe danneggiare irreparabilmente oggetti di grande valore storico. Produttori e distributori legittimi vedrebbero rovinate le attivit\u00e0 commerciali legali da cui traggono sostentamento per se&#8217; e per le loro famiglie.<\/p>\n<p>Le perquisizioni e le confische che le Autorit\u00e0 dovrebbero portare avanti nei confronti dei cittadini onesti, resi criminali da un pezzo di carta dal giorno alla notte, per applicare tali norme non farebbero che aumentare tremendamente i costi a carico degli Stati membri, distraendo risorse che potrebbero essere utilizzate proficuamente nella lotta alle grandi organizzazioni criminali<\/p>\n<blockquote><p><strong>Le nostre conclusioni:<\/strong> La pubblicazione di nuove linee-guida tecniche comuni \u2013 possibile senza modificare la direttiva sulle armi \u2013 potrebbe da sola chiudere o quantomeno minimizzare le scappatoie legali con costi molto minori per le autorit\u00e0 europee e gli Stati membri. Il supporto finanziario al controllo delle frontiere esterne dell&#8217;Unione, alle attivit\u00e0 investigative e allo scambio d&#8217;informazioni, e il raggiungimento di accordi sull&#8217;aumento delle pene minime previste per i trafficanti di armi illecite costituirebbero un buon punto di partenza per affrontare efficacemente il problema del mercato nero.<\/p>\n<p>Rigettare in fase di trilogo o di voto al plenum dell&#8217;Europarlamento le restrizioni richieste dalla Commissione, o qualsiasi altra restrizione proposta sulle armi legali, non significherebbe automaticamente rinunciare ad un miglioramento del controllo sulle armi legali. L&#8217;istituzione del database comune europeo dei pregiudicati, integrato da una \\&#8221;Black List&#8221; dei trafficanti illegali, minimizzerebbe il rischio che criminali o persone con precedenti di violenza possano in qualche modo ottenere legalmente accesso alle armi da fuoco.<\/p><\/blockquote>\n<h3><strong style=\"font-size: 1.14286rem;\">LOTTA AL TRAFFICO ILLECITO<\/strong><\/h3>\n<p>Al momento gli Stati membri non sono in grado di perseguire efficacemente i trafficanti che operino oltre le varie frontiere, e per il reato specifico di traffico internazionale d&#8217;armi mancano i dati relativi al numero di condanne emesse.<\/p>\n<p>Tra il luglio 2014 e il maggio 2016, l&#8217;Unione Europea ha pubblicato quattro studi sul traffico illegale d&#8217;armi e le scappatoie giuridiche \u2013 e tutti e quattro gli studi sottolineano che NON C&#8217;\u00c8 BISOGNO di ulteriori restrizioni relative alle armi legali, di tutte le categorie, n\u00e9 di controlli pi\u00f9 severi sui cittadini titolari di licenze d&#8217;armi, in quanto non vi sono dati che sostengano la necessit\u00e0 di tali misure e che esse sarebbero dunque basate solo su congetture, come minimo.<\/p>\n<p>Tutti e quattro gli studi, tuttavia, sottolineano la necessit\u00e0 di armonizzare tra gli stati membri le pene per i reati di produzione, distribuzione e possesso illegale d&#8217;armi quando commessi volontariamente, in quanto tale armonizzazione consentirebbe di fare si&#8217; che i criminali non restino impuniti solo perch\u00e9 commettono i loro reati in un Paese vicino al loro, appena oltre il confine.<\/p>\n<p>L&#8217;implementazione di tale indicazione richiederebbe tuttavia un migliore livello di condivisione delle informazioni \u2013 ad esempio una &#8220;Lista nera&#8221; dei condannati per la produzione o il traffico illegale d&#8217;armi, in modo che queste persone non possano lasciare il loro Paese e rientrare sul mercato in un altro Stato membro. Gli studi dell&#8217;UE indicano chiaramente che un database comune delle condanne rappresenterebbe un miglioramento necessario: le autorit\u00e0 potrebbero facilmente determinare se un cittadino che richieda una licenza di produzione o distribuzione d&#8217;armi, o una qualsiasi altra licenza collegata, non sia stato condannato in un altro Stato membro.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Le nostre conclusioni:<\/strong> Sottoporre collezionisti, Broker e altre &#8220;armi al di fuori dello scopo della direttiva&#8221; a controlli pi\u00f9 rigidi non avr\u00e0 alcun effetto sul traffico o sul possesso illegale d&#8217;armi, ma riuscir\u00e0 solo ad accrescere i costi, il carico burocratico e la mole di lavoro delle Autorit\u00e0 competenti \u2013 che spesso gi\u00e0 difettano dei fondi necessari per perseguire efficacemente i criminali.<br \/>\nUna banca dati comune delle condanne penali rappresenterebbe una soluzione migliore \u2013 sia per utilit\u00e0 che per costi \u2013 della banca-dati comune di rigetto delle domande di licenza proposta dalla Commissione Europea, in quanto consentirebbe alle autorit\u00e0 degli Stati membri di controllare anche le condanne relative a reati non collegati alle armi. Inoltre, i motivi di rigetto delle domande di licenze d&#8217;armi in Stati membri quali, ad esempio, l&#8217;Olanda, la Gran Bretagna o la Germania potrebbero non essere motivi validi per non concedere la stessa licenza in Paesi quali, ad esempio, la Repubblica Ceca o l&#8217;Italia. Se poi sia possibile creare una &#8220;Lista nera&#8221; dei produttori e trafficanti illegali d&#8217;armi da incrociarsi con questa banca-dati comune dei precedenti penali, \u00e8 qualcosa a cui dovranno pensare gli esperti d&#8217;informatica. Ma \u00e8 importante che le Autorit\u00e0 competenti possano avere facilmente accesso alle informazioni necessarie.<\/p><\/blockquote>\n<h3>LOTTA E DETERRENZA CONTRO CRIMINALIT\uff80 E TERRORISMO<\/h3>\n<p>I criminali e i terroristi generalmente prendono di mira i bersagli pi\u00f9 facili, ovvero i cittadini indifesi.<br \/>\nSe venissero introdotte limitazioni \u2013 in forma di divieti o di costi aggiuntivi \u2013 al commercio, all&#8217;acquisizione e al possesso legittimo di armi da fuoco, la direttiva europea sulle armi da fuoco priver\u00e0 i cittadini onesti della possibilit\u00e0 di accedere agli strumenti pi\u00f9 adeguati a difendersi da attacchi criminali. Per questo motivo, numerosi politici in Europa \u2013 ad esempio il Presidente della Repubblica Ceca \u2013 attualmente promuovono l&#8217;adozione della &#8220;via israeliana&#8221; per scoraggiare il terrorismo: incoraggiare il rilascio di un numero maggiore di licenze di porto difensivo d&#8217;armi per i comuni cittadini.<\/p>\n<p>Persino l&#8217;ultimo studio dell&#8217;UE sull&#8217;abuso criminale delle armi da fuoco, datato maggio 2016, ha sottolineato come il possesso legittimo di armi da fuoco pu\u00f2 potenzialmente fungere da deterrente contro il crimine.<\/p>\n<p>Gli studi portati avanti negli Stati Uniti d&#8217;America dimostrano che nelle situazioni di autodifesa che vedano l&#8217;uso &#8220;solo&#8221; di coltelli, da una parte o dall&#8217;altra, vedono l&#8217;incidenza di ferite gravi \u2013 spesso mortali \u2013 in oltre il 50% dei casi. Nelle situazioni d&#8217;autodifesa che vedono la vittima disporre di un&#8217;arma da fuoco, nel 90% dei casi NON sono registrate ferite n\u00e9 da una parte, n\u00e9 dall&#8217;altra: la presenza dell&#8217;arma, o al massimo la partenza di un colpo d&#8217;avvertimento, \u00e9 sufficiente a far fuggire l&#8217;aggressore o gli aggressori.<\/p>\n<blockquote><p><strong>Le nostre conclusioni:<\/strong> Il disarmo dei cittadini onesti \u2013 che sia tramite la proibizione, l&#8217;imposizione di regolamenti pi\u00f9 rigidi o di costi pi\u00f9 elevati \u2013 non solo rende pi\u00f9 facile la vita di criminali e terroristi, ma pu\u00f2 comportare un aumento del tasso di suicidi tra coloro che, a causa delle nuove regolamentazioni, abbiano perso beni di valore o il loro lavoro. Nel Regno Unito, dopo la messa al bando delle armi corte nel 1997, \u00e9 successo esattamente questo.<\/p><\/blockquote>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Bruxelles, 16 novembre 2016 14:00 \u2013 16:30 Conferenza al Parlamento Europeo Con questa conferenza ci proponiamo di valutare l&#8217;impatto delle proposte di modifica alla direttiva europea sul traffico illecito, sui possessori legali e sul mercato civile, e di discutere la \u201cpericolosit\u00e0\u201d di alcuni tipi di armi e le fonti del mercato illecito. 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